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Le risposte di Roberta Pantani (Lega)

DOMANDE

  1. Come candidato/a al Consiglio Nazionale o Consiglio agli Stati cosa ne pensa dell’aviazione e se l’aviazione civile ha un futuro in Svizzera e in Ticino.

I dati del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) indicano che il traffico aereo di linea svizzero serve 80 destinazioni in 55 Paesi. La sua funzione è quindi essenziale dal punto di vista economico. L’infrastruttura elevetica è efficiente ed offre a popolazione ed economia collegamenti con i centri europei e mondiali. Per una Nazione come la nostra sono numeri importanti che devono essere mantenuti anche per il futuro.

 

  1. Recentemente è stata approvata una tassazione sui voli. Lei è favorevole o contrario/a?

Un’ulteriore tassa sui biglietti aerei spingerebbe giocoforza un gran numero di passeggeri verso Malpensa (e gli altri aeroporti situati a pochi chilometri dai confini di, per esempio, Basilea o Ginevra). Pensando allo scopo per cui questa misura è stata pensata, la riduzione di CO2, si tratta di una misura che mi trova contraria perché questa nuova tassa non farebbe altro che aumentare il numero di auto sulle strade e andrebbe a penalizzare in modo importante gli aeroporti elvetici.

 

  1. Per la piazza finanziaria ed economica del Cantone Ticino, lei ritiene che sia importante l’esistenza di un aeroporto?

Assolutamente sì. Siamo un Cantone a vocazione turistica ed economica e l’infrastruttura aeroportuale deve essere all’altezza. Questo Cantone non può permettersi di far passare i turisti sopra la propria testa e farli atterrare a Malpensa. Quello che è importante però è che si riconosca la necessità di investire in questo ambito, senza pregiudizi ma con una visione politica condivisa. In questo Cantone, le rimostranze di alcuni, diventano una zavorra per lo sviluppo delle infrastrutture.

 

  1. In Ticino ci sono 4 aeroporti (Lugano, Magadino, Lodrino, Ambrì). Lei è favorevole al mantenimento di queste 4 infrastrutture o ritiene che una o più di queste infrastrutture aeroportuali siano riconvertite o dismesse? Se sì quale?

Stiamo parlando di aeroporti e di Canton Ticino. Il territorio è quello che è e le difficoltà di gestione di uno scalo aereo le conosciamo. Non sarebbe corretto che il Sottoceneri non avesse nessun collegamento aereo con il resto della Svizzera e quindi anche con il resto del mondo. Per quanto riguarda le aree che già oggi non sono più utilizzate per questo scopo, è corretto dare loro una possibilità di riconversione.

 

  1. Lei è favorevole o contrario al mantenimento e sviluppo di Lugano Airport? Se sì perché. Se no perché.

Sono favorevole. In Ticino deve esserci un aeroporto degno di tale nome. L’arrogante abbandono di Swiss non può e non deve significare che il Ticino deve essere escluso dai collegamenti aerei. Per mantenere in vita l’aeroporto di Lugano-Agno bisognerebbe togliere il divieto di cabotaggio aereo (l’articolo 32 della Legge federale sulla navigazione aerea stabilisce che il trasporto professionale di persone o di merci per via aerea tra due punti del territorio svizzero è riservato, di regola, alle imprese svizzere) per poi pensare all’infrastruttura, allungando le piste e ingrandendo i terminal.

 

  1. Molte forme di trasporto di massa e anche individuali, hanno una forma diretta o indiretta di finanziamento pubblico. Lei condivide la possibilità di aiuto da parte dello Stato anche nei confronti dell’aviazione civile?

Trovo che limitarsi al solo coprire i deficit di gestione non sia l’esercizio corretto. L’obiettivo del piano di rilancio è quello di rendere, sul medio termine, l’aeroporto in grado di reggersi sulle proprie gambe: per riuscirci l’aeroporto deve aumentare la sua redditività, e può farlo solo grazie a interventi all’infrastruttura.

 

  1. È d’accordo che la Confederazione sostenga finanziariamente alcune linee interne, come ad esempio quella Lugano-Ginevra, posto che altre vie di comunicazione non sono concorrenziali?

Per chi abita in Ticino oggi recarsi per lavoro a Ginevra diventa un’impresa titanica dal punto di vista della gestione del tempo: praticamente impossibile pensare di poter fare una riunione e rientrare in giornata. Questo non è accettabile né corretto, dal punto di vista addirittura della coesione nazionale. Credo che la Confederazione un passo in questo senso lo debba fare: anche perché in assenza, si tratta di fatto di tagliare fuori un pezzo del proprio Paese da realtà economiche importanti.

 

  1. Alla luce dell’abbandono di Swiss e l’assegnazione degli slots alla tratta Zurigo – Lubiana come vede la possibilità che la Confederazione fissi un minimo di slot per i voli di linea interni?

Si tratta di ripensare i collegamenti aerei interni. E’ chiaro che significa fare anche un discorso economico, ma credo che sia opportuno farlo dal momento che il Ticino rischia di rimanere tagliato fuori per lungo tempo se nessuna compagnia sarà in grado di offrire voli (o non vuole) da e per Lugano. La fissazione di slots minimi potrebbe essere una via.