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Opinione apparsa giovedì 12 settembre sul Corriere del Ticino:

L'aeroporto deve essere salvato! di Rodolfo Pulino (Consigliere comunale a Lugano della Lega dei ticinesi)

Praticamente in tutto il mondo l’importanza di mantenere e sviluppare i piccoli scali, in modo che poi convergano su quelli principali, è un tema di interesse nazionale. Esempi positivi ce ne sono. Di recente in Albania, in un piccolo comune di soli 20.000 abitanti, il governo centrale ha deciso di sviluppare e investire sull’aeroporto locale attraverso una partnership tra pubblico e privato. Dalle nostre parti ci saremmo sicuramente immediatamente chiesti chi mai potesse essere così coraggioso da investire in un aeroporto del genere. Eppure, la sicurezza e le garanzie date dal governo centrale hanno presto trovato la fiducia dei privati tant’è che il progetto è partito nei tempi previsti e già da dicembre decolleranno i primi voli.

In Italia per l’aeroporto di Trapani l’intera regione si è invece mobilitata per salvaguardare lo scalo siciliano e un noto imprenditore locale si è recentemente pure messo a disposizione «gratuitamente» per guidarne la società di gestione.

In Finlandia, addirittura, c’è invece una società pubblica che gestisce ben 21 aeroporti regionali ed è riuscita a farli funzionari diversificando le possibili entrate finanziarie con attività commerciali annesse e non strettamente legate alle attività aeronautiche dell’aeroporto. Ad esempio con concessioni e affitti di spazi per attività commerciali, affitto dei parcheggi, eventi, investimenti e servizi vari. Oggi quasi un terzo delle entrate dei loro aeroporti deriva da questo genere di attività. Se questo è facile da realizzare nei grandi aeroporti internazionali, nei più piccoli scali finnici è stata una vera e propria scommessa vinta.

A Lugano invece la musica è ahimè ben diversa. I destini di quello che in troppi già si affrettano a chiamare «aeromorto» sono stati interamente nelle mani della politica comunale che, per troppi anni, si è trovata a dover gestire praticamente da sola, quasi fosse un suo giocattolino, un aeroporto che invece avrebbe dovuto essere di interesse regionale e non solo. In questo senso il futuro passaggio del Cantone dall’attuale 12,5% al 40%, deciso proprio l’altro giorno dal Consiglio di Stato, nella società Lugano Airport sarà quindi un passo positivo, decisivo e importante e potrà essere in grado anche di dare la tranquillità e la fiducia necessaria ai privati nell’investire e credere nello sviluppo dello scalo luganese e nelle sue infrastrutture logistiche.

Convengo non sia facile in questo momento credere nel futuro del nostro scalo. Tuttavia, sono convinto che votare a favore della ricapitalizzazione sia un primo passo necessario per non buttare via il bambino con l’acqua sporca, per salvaguardare i numerosi posti di lavoro ed evitare le ingenti perdite dirette e indirette che un’immediata chiusura dell’aeroporto e un suo fallimento comporterebbero. Gli interessi in gioco sono tanti, bisogna comprendere che gli aeroporti non sono soltanto dei posti in cui prendere un volo e fare acquisti duty-free, ma svolgono un importante ruolo nello sviluppo e nella crescita di città e intere regioni.

Abbiamo quindi una grande responsabilità. Pensiamoci molto bene prima di staccare definitivamente la spina al nostro piccolo ma confortevole aeroporto.